Il Futuro della Pizza


Il Futuro della Pizza

Il futuro della pizza risiede nella professionalità e nell’utilizzo di materie prime di alta qualità.
La pizza esprime il patrimonio storico e culturale italiano: nel corso del tempo si è fortemente diversificata ed è stata modellata dalle differenti culture gastronomiche che si esprimono sul nostro territorio. La tradizione gastronomica italiana vanta estro, cultura, varietà e soprattutto un elevatissimo livello tecnico capace di trasformare un unico ingrediente come la farina, in mille modi diversi facendo scoprire le differenti sfaccettature dello stesso elemento.

TRATTO DA

“GASTRONAUTA.IT”

Ecco la pizza del futuro

Sì all’innovazione, ma senza tralasciare i punti cardine della pizza: ingredienti e digeribilità

Si fa presto a dire pizza, ma quale? Un tempo la pizza era solo margherita o alla napoletana o, con qualche apertura alla fantasia, capricciosa o al prosciutto. Ora, in molti locali, è invece diventata una sorpresa: la forma che abbiamo memorizzato nel tempo, ovverosia la tonda è diventata quadra o allungata; gli ingredienti impiegati nella preparazione e i gusti non sono più gli stessi a cui siamo stati sempre abituati.

Vero è che la tradizione è un’innovazione riuscita, ma la pizza resta per tanti un qualcosa di familiare, di storico, di affettivo così come il caffè.

Come la cucina, anche qui ci sono due scuole di pensiero, tradizionalisti e innovatori, o ancora chi li contraddistingue come scuola napoletana, scuola romana e pizzaioli d’Avanguardia (non definiamola, per carità, pizza gourmet, è un no sense e anche pizza gastronomica è una ridondanza inutile): distinzioni che sono fuorvianti dal risultato finale. La pizza è pizza se di qualità: digeribile, croccante o non lo è, indipendentemente dalla scuola di pensiero o dall’applicazione di strambe definizioni.

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